Differenziata al 62% a febbraio, Guido: “Dato raddoppiato rispetto al mese di dicembre”

Differenziata al 62% a febbraio, Guido: “Dato raddoppiato rispetto al mese di dicembre”
02 Mar

Differenziata al 62% a febbraio, Guido: “Dato raddoppiato rispetto al mese di dicembre”

Raccolta differenziata al 62% a Lecce nel mese di febbraio

LECCE – Raccolta differenziata al 62% a Lecce nel mese di febbraio. Lo rende noto l’assessore alle Politiche ambientali Andrea Guido.
“A dicembre, quando la carenza di strutture in Puglia ci ha impedito di conferire l’organico presso i centri di compostaggio, la percentuale era scesa fino al 31%. A febbraio, trovando fortunatamente i cancelli aperti nelle cinque piattaforme disponibili, abbiamo raddoppiato immediatamente”, spiega.

“Manca di nuovo pochissimo al raggiungimento dell’obiettivo del 65%, percentuale necessaria a evitare la stangata Eco Tassa Regionale”, aggiunge. Dunque “quando gli impianti di recupero della frazione organica sono disponibili, la città non ha problemi nel raggiungere le percentuali previste”, sottolinea.

La città di Lecce conferisce le sue 52 tonnellate giornaliere di organico in cinque impianti secondo queste proporzioni: 12 tn presso Cave Marra di Galatone, 20 tn presso Tersan Puglia di Modugno, 5 tn presso Aseco di Ginosa e 15 tn presso Ionica Servizi di Noci. Quando anche uno solo di questi impianti chiude temporaneamente per manutenzione o per il raggiungimento della capienza massima settimanale, arrivano i problemi.

“Ora forse risulta a tutti più chiaro quanto gravano le carenze infrastrutturali imputabili alla mancata programmazione della Regione Puglia”, precisa Guido. Che ha chiesto un più deciso impegno nella direzione della chiusura del ciclo dei rifiuti. “A Bari nessuno mai ha fatto la semplice addizione di tutte le tonnellate di umido prodotte giornalmente da tutti i comuni e non l’ha mai confrontata con la capienza reale degli impianti che essa stessa predispone e autorizza. E questo, insieme ad una definizione calmierata delle tariffe, si sarebbe dovuto fare prima dell’adozione del Piano Regionale dei Rifiuti che ha imposto a tutti i comuni pugliesi l’avvio del sistema di raccolta porta a porta degli RSU. Non mi stancherò mai di denunciare tutto questo”, rimarca.

Ci sono, comunque, anche altri problemi, per cui la politica può fare poco, imputabili alla pigrizia e alla negligenza degli stessi cittadini. “Esistono ancora, infatti, molti cittadini che aspettano il giorno del ritiro della frazione del secco residuo per disfarsi di tutti i rifiuti indifferenziati accumulati in casa. Altri, specie tra coloro che usufruiscono del servizio dei carrellati condominiali, non tengono conto della destinazione dei vari contenitori in termini di frazione conferendo il materiale indifferenziato dove capita, contaminandone il contenuto con rifiuti non conformi e vanificando anche l’impegno dei loro vicini di casa virtuosi”, rileva Guido.

In una situazione di questo genere la ditta che si occupa della raccolta è costretta a interrompere il servizio e convocare vigili e ispettori ambientali per le verifiche imposte dalla legge. Ma, come sottolinea Guido, diretti responsabili del disservizio sono gli stessi cittadini.

Un capitolo a parte meritano coloro che, non pagando il tributo comunale, non hanno diritto al servizio e, anziché autodenunciarsi e mettersi in regola, preferiscono abbandonare per strada o in campagna i loro rifiuti, ovviamente non differenziati. Un comportamento irresponsabile le cui conseguenze ricadono sull’intera comunità.

In ogni caso, l’obiettivo della differenziata al 65% “è dietro l’angolo”, è la sollecitazione di Guido. “Basta un piccolo sforzo”, incita. Da parte di tutti.